Il
giro della Val Petronio
Partenza:
Sestri Levante
Arrivo: Sestri Levante
Km totali: 90
Dislivello complessivo: oltre 1000 metri
Fondo: asfalto a tratti sconnesso
Dall'elegante centro cittadino di Sestri Levante ci si dirige,
lungo la via Aurelia, verso l'imbocco dell'autostrada. Nei pressi
dello svincolo si leggeranno le indicazioni per Casarza Ligure
lungo la strada statale 523: è questa la giusta direzione
da prendere. Inizia infatti da qui il percorso nell'entroterra
sestrese con la salita - lunga ma non eccessivamente ripida -
al Passo di Velva, attraverso le località di Casarza Ligure,
appunto, e di Castiglione Chiavarese e dei parchi regionali Zatta-Borgonasco
e Gottero. Superata la località di Missano si suggerisce
di non attraversare la lunga e pericolosa galleria, ma di svoltare
a destra verso il Passo di Velva e il santuario di Madonna della
Guardia posto a 500 metri di altitudine.
Doppiato
il Passo, ormai entro i confini della provincia della Spezia,
inizia la discesa verso la località di Chiama, dove ci
si riconnette sulla strada statale prima abbandonata per evitare
l'attraversamento della galleria. La direzione da prendere è
ora quella di San Pietro Vara, da dove s'imbocca - sulla destra
- la SS 566. La strada procede in pianura in un ambiente naturale
dominato dai boschi della valle del torrente Vara, paradiso anche
dei canoisti, sino allo splendido agglomerato urbano di Borghetto
di Vara.
Da
Borghetto ci si riconnette sulla via Aurelia, in direzione di
Genova. La strada procede in leggera salita sino a Corrodano,
da dove ha inizio la parte indubbiamente più impegnativa
del percorso lungo la dura salita sino a Mattarana. Dopo una leggera
spianatura, ecco presentarsi un altro durissimo tratto, con la
salita che s'inerpica sino al Passo del Bracco, che dall'alto
dei suoi oltre 600 metri domina il verde paesaggio del parco regionale
Bracco - Mesco. Appena la vista riesce a superare lo spazio chiuso
delle montagne, ecco il mare che quasi non t'aspettavi di rincontrare
così presto. Lungo la strada in cresta di monte, s'intravede
solo la costiera di Deiva Marina e di Moneglia, incastonate nei
monti a picco sul mare.
Iniziata
la discesa, sullo sfondo è la sagoma inconfondibile della
penisola sestrese, lingua di terra che taglia il Golfo del Tigullio
e che forma le due baie nominate una "del silenzio"
e l'altra - come già ricordato - "delle favole".
Giù per i tornanti che addolciscono la pendenza della strada
si coprono velocemente i chilometri conclusivi, prestando comunque
attenzione a non acquisire eccessiva velocità. Si consiglia
prudenza soprattutto nei giorni festivi, quando lungo i tornanti
del Passo del Bracco centauri a volte sconsiderati, su bolidi
a due ruote, si esercitano nelle cosiddette "pieghe".
Il
giro della Val Cichero
Partenza:
Chiavari
Arrivo: Chiavari
Km totali: 40 circa
Dislivello complessivo: 700 metri circa
Fondo: asfalto ma a tratti molto sconnesso per cui si consiglia
l'utilizzo della mountain bike
Si parte da Chiavari in direzione Carasco/Val d'Aveto. I primi
cinque chilometri, che conducono alla periferia della cittadina
rivierasca verso l'interno, sono in pianura e rappresentano una
valida preparazione per poi affrontare l'impegnativa parte centrale
del percorso.
Giunti
a Carasco si prende in direzione Val d'Aveto/Borzonasca lungo
la strada statale che conduce a Parma. Dopo circa tre chilometri
sempre prevalentemente pianeggianti, ecco l'indicazione per la
Val Cichero: si svolta a sinistra con attraversamento di carreggiata
(prestare attenzione), si supera una cava e si comincia la salita
di circa nove chilometri verso l'abitato di Cichero, che dà
appunto il nome alla valle.
E'
questo un ambiente naturale di grande interesse, con la strada
dapprima immersa nel bosco e poi, a mano a mano che si sale, con
un panorama sempre più simile a quello montano, con prati
e baite ai lati. Il bosco si è diradato e la vista guadagna
spaziosità sulle distese verdi e sui monti che dominano
a nord, est e ovest.
Superato
l'abitato di Cichero, e compiuto il massimo sforzo sui pedali,
la strada continua a salire ora più dolcemente e di nuovo
immersa nel bosco per altri cinque chilometri sino al passo di
Romaggi. Dopo lo scollinamento, si scende per circa due chilometri
per raggiungere Romaggi e poter ammirare, finalmente, l'impagabile
panorama del Golfo del Tigullio con la vista che spazia sino all'inconfondibile
sagoma della Penisola di Sestri Levante.
Da
qui in poi la discesa si fa ripida, su fondo sconnesso e curve
impegnative. Tutte ragioni valide per suggerire massima prudenza.
Dopo sette chilometri ci si immette sulla grande arteria della
Val Fontanabuona presso la località di Calvari. Da qui,
su strada interamente pianeggiante, si fa ritorno a Chiavari pedalando
per altri dieci chilometri circa